Questa è la storia di come un gruppo di perfette estranee a volte può cambiarti la vita. Ecco, magari cambiare la vita no, ma sicuramente svoltare la giornata sì. Più e più volte.
Sono una gallina.
Ma non nel senso di animale, anche se mio marito sostiene di sì, ma nel senso che faccio parte di un sempre più nutrito gruppo di foodblogger che si riuniscono nel nome della lealtà, della trasparenza e dell’amicizia. E del mangiar bene, ma questo mi pare scontato. Le bloggalline. Oui, c’est moi.
Un gruppo meraviglioso, in cui mi sono imbattuta assolutamente per caso. Un gruppo formato quasi da sole donne, ragazze, mamme, nonne, studentesse e pensionate, cazzare e superserie, che si confrontano, si scontrano, si aiutano, si sostengono e si capiscono. Ma quasi non si conoscono dal vivo. Un gruppo unito da uno spirito di condivisione che non mi era mai capitato di trovare, un gruppo di amiche, che però non sanno nemmeno bene che faccia abbiano le altre galline. Ma è bello così. Un senso di unione che mai avevo sperimentato, di solidarietà, di aiuto reciproco. Ma senza le ripicche, gli sgarbi, le voci dietro le spalle. Una figata.
E questa torta spettacolare viene da un’altra bloggallina, Serena, che è stata così carina da farsi asfissiare di messaggi su facebook durante una lezione di svedese. 127 commenti, per la precisione, in 40 minuti.
E’ una ricetta da urlo. Astenersi diabetici e deboli di cuore, se ne mangi due fette di seguito vai dritto all’unità coronarica.
E’ pesante, unta, dolce.
Divina, in una parola sola.
Serena mi aveva anche consigliato di metterla in frigo, così sarebbe durata fino a una decina di giorni. L’ho fatta la sera, il giorno dopo a pranzo era sparita. E la nana non l’ha nemmeno degnata di uno sguardo, lei la frutta manco la considera.
Fatela, con tutta la frutta che avete in frigo, magari moscetta, triste, avvizzita. Fatela con le pesche e le prugne, come ho fatto io, oppure con le mele, o con le banane, o con quelle fragole sul viale del tramonto. Fatela, e poi come me lamentatevi che siete grasse. Mangiando la terza fetta per colazione.
Siamo donne, non possiamo anche essere coerenti.
Ovviamente ho modificato un po’ le dosi, servivano più mandorle ma io queste avevo.. Matto tra parentesi le dosi originali..
270 g di burro (250)
250 g di zucchero
150 g di farina di mandorle (250)
150 g di farina (100)
Quattro uova
Quattro prugne
Una pesca tabacchiera.
250 g di zucchero
150 g di farina di mandorle (250)
150 g di farina (100)
Quattro uova
Quattro prugne
Una pesca tabacchiera.
Montate il burro e lo zucchero con la planetaria, quando sarà tutto ben spumoso aggiungete una ad una le uova. Aggiungete poco per volta la farina e la farina di mandorle, amalgamate in precedenza. Imburrate e infarinate una tortiera da 18 cm di diametro, versate metà del composto, poi aggiungete tre prugne tagliate a spicchi, versare il composto rimanente, coprire sopra con spicchi di pesca e di prugna. Versate un po’ di zucchero di canna sopra, infornare a 170° per un’ora circa. Fate comunque la prova stecchino.
Si conserva in frigo coperta di alluminio fino ad una decina di giorni… Come no! 🙂
Si conserva in frigo coperta di alluminio fino ad una decina di giorni… Come no! 🙂